“Centro internazionale sul plurilinguismo” dell’Università di Udine – 7 maggio 2019 – Intervento della prof.ssa Silvana Schiavi Fachin

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Centro internazionale sul plurilinguismo”  dell’Università di Udine

7 di Mai 2019

 

Intervent tignût in Sale Florio,
in ocasion de presentazion de mostre pal 25m dal Centri Internazionâl sul Plurilinguisim, il 7 di Mai dal 2019

“Pocjis peraulis pa dî un gracie cjalt e sincîr al Prof. Renato Oniga , Diretôr dal Centri Internazionâl sul Plurilinguisim par vê palesât ae opinion publiche che jenfre i centris di ricercje che a lavorin te Universitât dal Friûl al esist ancje il CIP ma soredut parvie che cheste mostre le à organizade cul intindiment, come che al scrîf tal comunicât, di intissiâ: “(…) i docenti e gli studenti universitari, il pubblico legato al mondo della scuola e, più in generale, della cultura, in una provincia come quella di Udine e in una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre interessata al fenomeno del plurilinguismo, con la presenza delle quattro lingue ufficialmente riconosciute (italiano, friulano, sloveno, tedesco)”.

Mi auguri chest so tentatîf di creâ une rêt di rapuarts di colaborazion tra la ricercje academiche, il mont de culture e de scuele, al zovi pardabon a fâ incressi la cognossince de diviersitât di lenghis e di culturis dal nestri teritori ma soredut mi auguri che il CIP al scomenci a zovâ al miorament de professionalitât dai docents e des docentis di lenghis nativis, secondis e foresti di mût che cressi la competence plurilinguistiche dai citadins di ogni etât di cheste regjon.

Lu ringrazi ancje di cûr par vêmi ricognossude – “coram populo” – la maternitât dal Centri, rompint une censure di 25 agns. Ta ducj i documents uficiâi mi vevin difat simpri clamade un EMENDAMENT!

Mi soi domandade e o domandi:

  1. Isal stât parcè che o jeri dome une assistente di un cors, chel di Didatiche des Lenghis Modernis, une materie pôc cognossude e pôc preseade tes universitâts nostranis che difat le àn simpri metude tra lis facoltativis?

  2. O ben parcè che, in chê volte come cumò, il lavôr des feminis nol è considerât cuissà ce?

  3. O parcè che o jeri une deputade elete tal Parlament dal Partît Comunist Talian (PCI)?

Silvana Schiavi Fachin/ Silvana Spajota dai Sclâs

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Dirò poche parole ...

Desidero esprimere al Prof. Renato Oniga un sincero e caloroso ringraziamento per aver segnalato all’opinione pubblica che tra i centri di ricerca che operano nell’Università di Udine esiste anche il Centro Internazionale sul Plurilinguismo ma soprattutto per aver voluto sensibilizzare con questa mostra- come si legge nel comunicato- i docenti e gli studenti universitari, il pubblico legato al mondo della scuola e, più in generale, della cultura, in una provincia come quella di Udine e in una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre interessata al fenomeno del plurilinguismo, con la presenza delle quattro lingue ufficialmente riconosciute (italiano, friulano, sloveno, tedesco)”.

Spero che questo suo tentativo di creare una rete di rapporti di collaborazione tra la ricerca accademica, il mondo della cultura e della scuola giovi alla crescita della conoscenza circa la ricchezza delle diversità linguistiche e culturali del nostro territorio, ma soprattutto contribuisca allo sviluppo degli insegnamenti e degli apprendimenti linguistici della nostra Regione.

Lo ringrazio anche di cuore per avermi riconosciuto la “ maternità” del Centro, infrangendo una censura durata 25 anni durante i quali sono sempre stata indicata soltanto come un EMENDAMENTO!

Mi sono posta naturalmente una serie di interrogativi:

1.E’ successo perché ero un’assistente di Didattica delle Lingue Moderne, una disciplina poco conosciuta e poco apprezzata nell’università nostrana che infatti la inserì soltanto come corso complementare?

2.Oppure perché, allora come ora, il lavoro svolto da una donna non gode di grande considerazione?

3. O perché ero una deputata eletta nel Parlamento italiano dal Partito Comunista Italiano?

Ora come allora restano interrogativi aperti.

Silvana Schiavi Fachin”

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La Redazione del blog ringrazia la Prof.ssa On.le Silvana Schiavi Fachin per averci inviato il testo dell’intervento  da Lei tenuto in occasione della presentazione della mostra  per il 25esimo   dell’istituzione del “Centro internazionale sul plurilinguismo” dell’Università di Udine.

Gracie di cûr Silvana par dut il to grant lavôr puartât indenant par agns, e par jessi stade la mari dal Centri Internazionâl sul Plurilinguisim de Universitât di Udin.  

I toi amîs del “Comitât pe autonomie e il rilanç dal Friûl”

Un senatore in più al Trentino e uno in più all’Alto Adige : l’avevamo già detto in gennaio!

L’avevamo già detto in gennaio!!

Riproponiamo il nostro POST del 9 gennaio 2019. Purtroppo avevamo ragione!

Comunicato stampa
9.1.2019

Un senatore in più al Trentino
e uno in più all’Alto Adige

Fa poco clamore la riforma per ridurre il numero di senatori che si sta discutendo in Senato.
Eppure in Friuli dovrebbe far saltare sulla sedia i nostri politici poiché già col sistema elettorale attuale il Friuli, e Udine in particolare, è sotto rappresentato in Parlamento rispetto all’area triestina; con questa riforma resterà qualcosa?

La SVP sta riuscendo a mantenere l’attuale livello di presenza (ed un rafforzamento dell’autonomia provinciale e regionale) e quindi, rispetto alla riforma in preparazione, un senatore in più al Trentino e uno in più all’Alto Adige grazie al proprio peso politico, ai voti che raccoglie, alla forza con cui difende i diritti della propria minoranza che già gode di consistenti tutele extra-costituzionali grazie a clausole contenute in trattati internazionali imposti all’Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale e pur essendo una minoranza numericamente inferiore alle minoranze friulana e sarda (rispettivamente 314.000 tedeschi in provincia di Bolzano, circa 650.000 friulani e un milione di sardi).

In Regione non siamo riusciti a ricontrattare con Roma i fondi taglieggiati da Berlusconi, Renzi, ed ora Conte, non si sta procedendo con la richiesta di nuove competenze, ed ora perderemo peso politico in Senato. A scapito del Friuli, ben s’intende!

per il Comitato per l’Autonomia e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli

NUOVE SERVITU’ PER IL FRIULI – Comunicato Stampa

 

Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl

Comunicato stampa
7 maggio 2019

NUOVE SERVITU’ PER IL FRIULI

Non è un problema di modello di accoglienza, non è un problema di come si vuol vedere il problema dei migranti, sia problema o opportunità, ma perchè il Friuli deve farsene carico anche per conto di altre Regioni, di altri territori?

L’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti, ha dichiarato la disponibilità della Giunta Fedriga a trasformare la nostra terra in un centro di raccolta degli immigrati irregolari sparsi in giro per l’Italia.

I casi sono due: o si vuole approfittare dell’opportunità data dai migranti per contrastare il calo demografico e il fabbisogno di manodopera con un vero e proprio ribaltamento della politica della Lega o, molto più probabilmente, si pensa di militarizzare per l’ennesima volta la nostra Regione aumentandone di fatto l’insicurezza, perchè non si vedono progetti di integrazione ma solo di improbabili espulsioni, compiacendo i vertici nazionali che in questo modo mettono il problema degli immigrati “sotto il tappeto”, nel lontano Friuli, di fatto con la riedizione di nuove servitù.
Ancora una volta sulla pelle dei friulani!

per il “Comitato per l’Autonomia e il Rilancio del Friuli”
il presidente
Paolo Fontanelli

NEL 2021 IL SANTUARIO DI MONTE LUSSARI SARA’ PROFANATO DA UNA TAPPA CICLISTICA DEL GIRO D’ITALIA?

Dal sito regionale di PromoTurismoFVG:

Il Monte Lussari è un gioiello d’incomparabile bellezza, da qui l’occhio può ammirare uno stupendo scenario naturale di cime svettanti e maestose.

Santuario

Oltre ad essere luogo d’interesse naturalistico, esso è anche un Santuario, il Santuario che accomuna il ceppo etnico slavo, italiano e tedesco. Già nel 16° secolo il Monte era meta di pellegrinaggi dei tre popoli; oggi esso può indubbiamente venir considerato un Santuario europeo.

(…) Nel 1960 venne celebrato il 6° centenario del Santuario (…).
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E’ mai possibile che  nella regione Friuli-Venezia Giulia non si riesca a rispettare neppure un importante simbolo storico e religioso con alle spalle 600 anni di storia? O forse è l’ignoranza sulla storia del nostro territorio che fa compiere scelte così assurde?

E per cosa poi? Per una tappa ciclistica del Giro d’Italia che dura poche ore, si profana un borgo carico di storia, si asfalta (e si allarga?) una  storica strada sterrata che da 6 secoli è percorsa a piedi dai pellegrini friulani, sloveni e austriaci…….

E non ci si inventi, come stanno facendo gli ideatori di questo disastro annunciato, che questa profanazione creerà turismo perché questo piccolo incantevole borgo costruito in funzione del Santuario 6 secoli fa, non ha bisogno di turismo di massa che finirebbe per snaturarlo e distruggerlo (facendo fuggire pellegrini e turisti….), ma di restare la preziosissima nicchia  già oggi conosciutissima a livello europeo.

E neppure il ciclismo ha bisogno di “tappe assurde” che richiedono ai ciclisti sforzi atletici tali  che è già tanto se tutti i corridori riescono a finire la tappa….e di emozionanti “volate” non se ne vede neppure una tanta è la fatica a causa della eccessiva pendenza! E questo sarebbe ciclismo su strada? Questo non è più sport!!

Come non essere d’accordo  con l’alpinista Reinhold Messner, con lo scrittore Mauro Corona e il Presidente regionale di Legambiente  Sandro Cargnelutti, sulla difesa dell’ecosistema montano.  Quest’ultimo,  recentemente, riferendosi anche alla tappa del Giro d’Italia del 2021 con arrivo al Santuario di Monte Lussari, ha sottolineato  la non opportunità di ospitare grandi manifestazioni in luoghi così fragili.

 L’aggressione alle “terre alte” con la scusa della valorizzazione del territorio non è accettabile: altre sono le forme di turismo compatibili con l’ecosistema montano. Com’è possibile far arrivare una tappa del giro d’Italia in un borgo così piccolo, ricco di storia religiosa e collocato in un ambiente  così fragile?

FOTO DEL SANTUARIO DI MONTE LUSSARI
CON IL SUO  PICCOLO BORGO

Foto di Giuliano Zelco

 GIU’ LE MANI
DAL SANTUARIO DI MONTE LUSSARI!!

TUTELA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA IN “RAI TRIESTE”

QUANDO FINIRA’ IL SOLITO TEATRINO DELLA POLITICA REGIONALE E SI PASSERA’ DALL’APPROVAZIONE DI UNA MOZIONE, ALLA ATTUAZIONE DI QUANTO SPETTA DI DIRITTO ALLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA?

Lingua friulana sulla Rai. Bidoli: «Cosa ha ottenuto finora la Giunta regionale se verrà prorogata la stessa Convenzione Stato-Rai? Si pretenda di stipularne una nuova, con il giusto monte ore di trasmissioni radiotelevisive in friulano»  (…). L’impegno è stato accolto dall’aula, approvando in merito un emendamento di Bidoli alla mozione. «Il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia afferma ancora una volta la necessità che il governo regionale si faccia portavoce di richieste precise e puntuali, arrivando a concretizzare su quanto – pare ormai chiaro – tutti noi concordiamo».”

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Il Governo regionale non può e non deve limitarsi a farsi portavoce, ma deve andare a Roma a “battere i pugni” sul tavolo del Governo “amico” (?).

Non è così che ha sempre fatto il governo regionale ogni qualvolta veniva messo in forse da Roma il rifinanziamento del milionario “Fondo per Trieste”? Allora…tutti i parlamentari eletti in regione, sollecitati dal Governo regionale, si precipitavano rapidissimi a Roma a perorare la causa del rifinanziamento del Fondo per Trieste.

La politica di tutela della minoranza linguistica friulana in RAI Ts, non può essere “una piccola tutela che non tutela quasi nulla”90 ore all’anno, solo in radio, in orario di basso ascolto, a carattere esclusivamente culturale, sono una “presa in giro” per la minoranza linguistica friulana.

Soprattutto se rapportate al numero delle ore in radio e televisione garantite alle solite tre minoranze linguistiche (francesi della Val D’Aosta, tedeschi  della provincia di Bolzano   e sloveni della nostra regione) già tutelate da trattati internazionali ante L. 482/99.  Le minoranze linguistiche riconosciute dall’art. 2 della L. 482/99 sono ben 12, ma la RAI – violando sistematicamente quando stabilito in questa legge/quadro – da “sempre” dimentica le  due minoranze più numerose: sardi e friulani (un milione i sardi e 600.000 i friulani)!!

In regione non c’è solo Trieste, il suo porto, la “Via della Seta”, Villa Miramare…..e la mostra (a Trieste ovviamente!!) delle penne stilografiche (questa sì una grande notizia da TG regionale delle 19.30!!).

E la sede RAI di Udine va potenziata e diventare la sede in cui si elabora in RAI la politica di tutela linguistica  radiotelevisiva  della minoranza linguistica friulana, sottraendola ad una sede RAI triestina  notoriamente anti-friulana e triestinocentrica….